9/14/2007

IL POTERE E I MEDIA SECONDO PASOLINI (Domenico Cacopardo)

IL POTERE E I MEDIA SECONDO PASOLINI (Domenico Cacopardo): "TrackBack"





Le parole di Pasolini sono sempre inquietanti. Il potere scende dall'alto verso il basso con un controllo totale delle menti; una macchina perfetta e sublime che non lascia spazio. Una visione angosciante e orwelliana (1984).
Sono convinto invece del contrario la macchina del potere e dei media funziona male non è sempre così efficiente (anzi la definirei deficiente) ma è sufficiente. Lo spazio di azione che la maggior parte della gente lascia al potere è enorme. Nessuno vuole impegnarsi (richiede tempo, impegno, sacrificio); tutti vogliono delegare, dedicarsi alle proprie cose, coltivare il proprio minuscolo orto del nulla.

9/10/2007

Chomsky “Osama parla come il Papa” - LASTAMPA.it


Chomsky “Osama parla come il Papa” - LASTAMPA.it


Tratto dalla stampa.it [«C’è un’interessante similitudine fra il messaggio di Osama bin Laden e il discorso pronunciato da Papa Benedetto XVI in Austria», osserva Chomsky, puntando l’indice verso il fatto che da un lato il leader di Al Qaeda ha difeso il modello fondamentalista islamico di società su temi come le tasse e i mutui mentre dall’altro il Papa ha fatto altrettanto con il modello cattolico rilanciando l’ostilità assoluta della Chiesa nei confronti del diritto di praticare l’aborto. La «similitudine» fra le parole di Bin Laden e del Papa porta Chomsky a puntare l’indice nei confronti delle diverse minacce che pesano sull’esercizio delle libertà personali, provenienti da parte chi intende imporre al prossimo forme diverse di assoluta intransigenza. «Osama dice all’Occidente che o accetterà la vera fede o sarà distrutto - riassume Chomsky - e Papa Benedetto dice all’Europa che o accetterà la vera fede o sarà distrutta»].

Noam è sempre così trasparente e logico che risulta assurdo ai "ben pensanti"; a coloro ai quali risulta difficile staccarsi da quelle incrostazioni culturali che li accompagnano dalla nascita fino a una serena e "rispettabilissima" morte.

9/07/2007

Il dolce e l'amaro - recensione

Premetto che quelle che seguiranno sono solo personalissime opinioni... bene ora mi posso sfogare, non mi sentirò in colpa.

Un film tiepido, blando, superficiale... una scrittura molto semplificata adatta più ad uno sceneggiato TV in tre puntate che a un film. La storia di mafia trita e ritrita, stereotipata e addolcita, edulcorata. Il regista Andrea Porporati ha dichiarato "Volevo insomma far vedere il lato grottesco, buffo e togliere a questa organizzazione criminale quell'aspetto sacrale che può affascinare i giovani"... grottesco ma dove... questo è un film per famiglie, adatto a l'uomo medio di pasoliniana reminiscenza; è pappetta pronta con aggiunta di morale finale "fai delle scelte e poi ne paghi le conseguenze"... che scontatezza, che stoltezza. Bravo Luigi Lo Cascio ma che pena il personaggio che ha dovuto interpretare; un fighetto intellettualoide tra le belve mafiose, uno schivo riflessivo composto malinconico ragazzo. Sarebbe durato 20 secondi in un vero ambiente mafioso. Sembra una figurina ritagliata e appiccicata male su uno sfondo di cartone.
Più che un film sulla mafia sembra un telefilm con i soliti burattini di cartapesta: il padrino, il picciotto, il boss, il pentito, il magistrato e il tritolo.
giudizio: 2 palle (così)
Related Posts with Thumbnails