9/11/2008

Gelmini e le cazzate sui dati OCSE

Partirei inquadrando il problema matematicamente.

Gelmini : istruzione = Bondi : cultura





La quantità di iniziative mortali (per la scuola) che ha rilasciato nell'ambiente questa fabbrica di putrefazione sono innumerevoli: maestro unico, grembiulini (uahahahaha!), tagli di 87.000 insegnanti etc etc
Il ministro dell'economia Tremonti ha deciso di tagliare i fondi alla scuola e la Gelmini ha avuto l'arduo compito di camuffare la triste verità con la pelle della riforma scolastica necessaria (pelle d'asino).
La Gelmini ha più volte ribadito che la riforma scolastica è necessaria in quanto i dati OCSE indicano l'Italia in fondo alle classifiche. Inoltre visto i risultati peggiori nel meridione ha indicato corsi di aggiornamento per gli insegnanti del sud (ignorando che la maggior parte degli insegnanti che lavorano al nord provengono dal sud).
La cosa preoccupante è che a parte reazioni a favore o contro le sue riforme nessuno ha posto nessuna minima critica ai dati OCSE. Tutti hanno considerato questa ricerca attendibile e si è dibattuto solo come ovviare al problema degli scarsi risultati degli studenti italiani.

Per deformazione professionale la prima cosa che mi salta in mente è quella di verificare i contenuti della ricerca. La gente che sfoglia le riviste (tra i quali c'è sicuramente il mistro Gelmini) si accontenta dei risultati e ingenuamente concede piena attendibilità all'indagine... il campione utilizzato, i modi, i tempi, i metodi, i parametri utilizzati... roba da studiosi non certo da ministri...

Il test utilizzato dall'OCSE è il P.I.S.A. (Programme for International Student Assessment) QUI trovate alcune informazioni. QUI il sito ufficiale e QUI quello italiano.

Ecco gli obbiettivi fondamentali del PISA 2006:
Il concetto che è alla base di PISA 2006 è quello di “scientific literacy” (“competenza scientifica funzionale”), che si riferisce non soltanto al possesso di specifiche conoscenze scientifiche, ma anche alla capacità di utilizzare in modo funzionale tali conoscenze in contesti di vita reale. Più in particolare, il concetto di “competenza scientifica funzionale” comprende:
• la conoscenza scientifica e l’uso di questa conoscenza per identificare domande, per acquisire nuova conoscenza, e per trarre conclusioni fondate su problemi di carattere scientifico;
• la comprensione delle caratteristiche della scienza come forma di conoscenza umana e come forma di indagine;
• la consapevolezza di come la scienza e la tecnologia concorrono a determinare l’ambiente materiale, intellettuale e culturale in cui si è inseriti;
• la disponibilità a confrontarsi criticamente con problemi che implicano una dimensione scientifica e con le idee della scienza.

Si valuta quindi solo la competenza scientifica dei ragazzi intorno ai 15 anni di età. Appare chiara la distanza del nostro modo tutto italiano di intendere l'istruzione (incentrato sulla cultura umanistica) con i parametri invece che determinano il punteggio del PISA. Basta pensare che in Italia un alunno di scuola media su 30 ore settimanali dedica solo 4 ore di matematica, 2 di scienze e 2 di tecnologia (le uniche materie che si avvicinano alle competenze del test coprono solo il 26,6% delle ore totali).

Vi invito ora a dare uno sguardo al test del 2006 e a provare a risolvere i quesiti CLICCA QUI (Le prove di lettura e di matematica sono state rilasciate nei precedenti cicli di
PISA, 2000 e 2003 per le prove di scienza del 2006 CLICCA QUI).

Sono convintissimo che anche la Gelmini otterrebbe un punteggio basso (si è diplomata in un liceo classico privato cattolico, si è laureata in Giurisprudenza, specializzata in diritto amministrativo, ha superato l'esame di Stato per la professione di avvocato presso UDITE UDITE la Corte d'Appello di Reggio Calabria nel 2002) per il fatto semplicissimo di aver seguito un percorso di studi umanistico e legislativo che esula dalle competenze richieste nel test PISA. Inoltre anche la stessa matematica che noi studiamo con un approccio teorico nei test viene affrontata in modo pragmatico (non dico sia un male, sicuramente ne usciamo però penalizzati)

Ecco quali sono le mie conclusioni: rinunciamo alla nostra tradizione, fanculo l'italiano, la poesia, Dante, la storia, la filosofia, la geografia, la storia dell'arte... basta con queste materie inutili che abbassano il nostro punteggio nei test OCSE PISA. Seguiamo Taiwan, Hong Kong e la Corea del Sud che hanno meritato i primi posti nella classifica mondiale. Inoltre propongo almeno 2 ore settimanali di studio applicato alla settimana enigmistica (utilissima ad innalzare i punteggi).

Confrontare sistemi scolastici così diversi è un'impresa impossibile. Significa pesare tradizioni, modi di interpretare la realtà, modi di intendere la vita, l'anima stessa di un popolo...

1 commento:

Giulio GMDB© ha detto...

Si sa benissimo che le statistiche possono venir lette in mille modi e che per ogni studio che dice bianco ce n'è almeno un'altro che dice nero (per non parlare di tutti quelli che dicono grigio). Ovviamente quando si vuol dimostrare qualcosa basta prendere lo studio che più si adatta a ciò che vogliamo dimostrare. Gente che poi si informa in maniera più approfondita ce n'è pochissima, la maggior parte si accontentano di ciò che gli viene propinato per la TV... :-(

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